Pozzetto di ispezione delle fognature: tutto quello che c’è da sapere

Come diciamo sempre noi di Idrospurgo, il pozzetto di ispezione delle fognature è un elemento essenziale di qualsiasi sistema fognario; esso garantisce che i professionisti del settore abbiano accesso alle fogne per manutenzione, ispezioni, controlli, riparazioni di guasti e altro ancora.

Diamo un’occhiata a come sono realizzati i pozzetti di ispezione, i diversi modelli e i materiali.

Com’è fatto il pozzetto di ispezione delle fognature?

I pozzetti di ispezione sono realizzati con materiali resistenti e durevoli, in muratura o prefabbricati in cemento armato, rivestiti con coperture in ghisa o cemento, carrabili o calpestabili.

Le dimensioni variano a seconda della loro funzione; ad esempio, se vengono utilizzati per ispezionare le tubazioni di un sistema fognario, devono essere larghi almeno 70 cm e posizionati a 50 metri di distanza l’uno dall’altro e ad ogni ramo della rete fognaria.

Pozzetto di ispezione delle fognature

Forme e caratteristiche

Il pozzetto di ispezione delle fognature è costituito da un fondo in cemento e da un coperchio apribile; in superficie vi sono fori che servono ad introdurre i tubi nella fognatura.

Inoltre, possono avere partizioni interne per separare ambienti diversi. Sono disponibili in diverse tipologie di modelli: cilindrici, parallelepipedi, a sezione quadrata o rettangolare, con spesse pareti coniche nella base.

La base è appositamente realizzata per garantire un flusso d’acqua costante.

Il pozzetto di ispezione permette anche il collegamento con la strada ed ha un’ottima tenuta idraulica, in quanto realizzato con materiali ultra resistenti.

Le tipologie di pozzetto di ispezione

Esistono diversi tipi di pozzi di ispezione, che possono variare a seconda della loro posizione nel sistema fognario:

  1. Se inseriti nei punti di convergenza, i pozzi di ispezione vengono chiamati di confluenza o incrocio
  2. Quelli che vengono installati nel punto in cui cambia la direzione delle fognature si chiamano di deviazione o d’angolo
  3. Pozzetti per i salti
  4. Pozzetti di testata, posizionati nella parte iniziale della fogna
  5. Pozzetti per vertici altimetrici longitudinali, ovvero quei pozzetti installati nei punti dove a variare è la pendenza della fogna
Pozzetto di ispezione delle fognature

Schema impianto fognario di un’abitazione

La rete scarico delle acque nere di un’abitazione è composta da:

Tubazioni di scarico provenienti dagli scarichi delle singole unità (es. docce, lavelli, acqua di cucina, bidet, ecc.) che, nel caso di abitazioni plurifamiliari, confluiscono nelle fognature degli appartamenti (canali neri).

Colonna di scarico condominiale, composta da tubi (tubi in pvc arancioni) fatti per resistere alle alte temperature. Per evitare la diffusione di odori sgradevoli o la fuoriuscita di acqua sporca dai sanitari, ogni colonna è dotata anche di un piccolo sfiato, che si estende oltre il coperchio e termina con una canna di esalazione, simile a un camino.

Pozzetto degrassatore in corrispondenza degli scarichi delle cucine. Non è altro che una fossa prefabbricata in cemento, di dimensioni circa 90x60x60, divisa all’interno in due o tre parti collegate, dove il grasso e l’unto presenti nelle acque reflue saponate possono depositarsi per sedimentazione senza intasare le tubazioni.

Un sifone detto “Firenze” solitamente posizionato tra il pozzetto degrassatore e e l’imbocco della rete fognaria di scarico nella pubblica fognatura. Si tratta di un tubo in PVC a gomito, che ha la funzione fondamentale di prevenire l’insorgere di cattivi odori.

Pozzetti di ispezione generalmente ubicati in prossimità dei tubi di inversione della rete di drenaggio, realizzati con manufatti prefabbricati in plastica quadrata o in calcestruzzo vibrante e dotati di botole pedonali o carrabili.

Le destinazioni d’uso dei pozzetti di ispezione

La destinazione d’uso è un altro fattore di differenziazione che deve essere considerato nella progettazione e realizzazione di pozzi di ispezione.

In un contesto “classico”, ovvero, nella realtà urbana in cui viviamo ogni giorno, i pozzetti vengono solitamente utilizzati:

  • Per la raccolta delle acque bianche o piovane: in questo caso il pozzetto è dotato di griglia e vasca per sifone
  • Per dare indicazioni e creare un punto di connessione in cui convergono più tubi e devono puntare in un’unica direzione;
  • Per ispezione delle strade cittadine da parte del personale addetto alla manutenzione delle fognature;
  • Come alloggio della pompa di sollevamento su un terreno pianeggiante.

In presenza di acquedotto, invece, il pozzetto presenta:

  • Pozzetti di depressione, necessari per ridurre la pressione della condotta
  • Pozzetti di servizio, che serve per ospitare sfiati, saracinesche di sezionamento e scarichi di fondo.

In presenza di cavidotti avremmo invece:

  • Pozzetti per infilare e sfilare i cavi delle tubature di protezione;
  • Pozzetti di servizio.

Allaccio fognatura e fognolo: in cosa consiste e prezzi

L’allacciamento alla fognatura e al fognolo consiste nell’unire il condotto di scarico delle acque reflue ad un sistema di raccolta e rimozione dei liquidi, noto come fogna nera.

Ma quanto costa collegarsi alla rete pubblica e qual è la procedura necessaria per farlo? Ecco tutto quello che c’è da sapere sugli allacciamenti idrici e fognari, oltre a informazioni essenziali di cui dovresti essere a conoscenza prima di contattare un’azienda professionista nel settore.

Allacciamento idrico: processo e informazioni utili

La rete idrica italiana è un sistema di monopolio pubblico, che si occupa dell’approvvigionamento dell’acqua potabile e della ricezione degli scarichi che raggiungono la fognatura.

Questo insieme di tubi e dispositivi sono progettati per rimuovere in modo rapido e continuo le acque reflue dai centri abitati.

Tale processo include l’allaccio del fognolo e tutti i collegamenti idrici per le singole utenze, comprese quelle domestiche, commerciali e industriali, inclusi i collettori fognari che convergono sulla linea principale fino al depuratore.

fognolo

L’allaccio fognolo alla fognatura: come si esegue?

L’allaccio alla fognatura non è facile, quindi i comuni necessitano che vengano proposti progetti fatti da professionisti qualificati, con richieste presentate da privati.

Tutte le domande di allacciamento (per abitazioni, edifici o qualsiasi locale commerciale) devono essere inoltrate al gestore della rete idrica.

Dopodiché, viene eseguito un sopralluogo tecnico per verificare una serie di aspetti e viene rilasciato un preventivo gratuito.

Infine, iniziano i lavori di allacciamento idrico e fognario, realizzati direttamente dal gestore o tramite l’intervento di una società privata.

Durante il processo di montaggio viene installato anche il contatore dell’acqua, che serve a calcolare la quantità di acqua consumata e regolare il suo flusso in ingresso.

Attenzione: per la sua attivazione, bisogna recarsi presso l’apposito ufficio della propria città.

Per quanto riguarda la documentazione, è necessario presentare documento di identità, codice fiscale, prova del permesso di costruire, visure catastali e ricevuta del pagamento della quota fornita dal gestore.

Nel caso di condomini, invece, è l’amministratore il responsabile del procedimento e degli incarichi che gli vengono affidati durante le regolari assemblee di condominio.

Per quanto riguarda le tempistiche di allaccio, dipende da fattori come il tipo di intervento da effettuare, però, generalmente, si tratta di un’operazione abbastanza lunga, con una durata massima di 90 giorni.

fognolo

Prezzi per l’allacciamento fognatura

I costi di allacciamento idrico e fognario dell’immobile variano a seconda del comune, del gestore, del tipo di impianto e dell’ubicazione dell’immobile rispetto alla rete pubblica.

Se l’abitazione si trova in una strada di campagna, quindi fuori da centri abitati, i prezzi si aggirano sui 700€, se la distanza da percorrere è inferiore a 4 metri. Altrimenti ci sarà un sovraprezzo per ogni metro in più, solitamente si tratta di circa 30 euro al metro.

Se invece la casa si trova nel centro della città, l’allaccio alla rete idrica è leggermente più costoso, intorno ai 1.200/1.500 euro per un massimo di 4 metri.

Questo valore include anche il prezzo del contatore dell’acqua, che si aggira in media sui 50 euro.

In conclusione…

Come avete capito, il costo di allacciamento a una rete fognaria dipende da una serie di variabili: in alcune città, ad esempio, è necessario separare le acque bianche e nere, in altre è previsto l’inserimento di degrassatori per l’acqua delle cucine, in altre ancora una fossa settica a norma per le acque scure.

Quindi, la prima cosa da fare è chiedere informazioni sulla normativa vigente e farsi fare più preventivi e sopralluoghi insieme ad aziende specializzate.

Così facendo, sarà più semplice decidere a quali professionisti rivolgersi per fare l’allaccio della fognatura e del fognolo, in base alle proprie disponibilità economiche.

Naturalmente, da Idrospurgo troverai un team di professionisti pronto ad aiutarti. Quindi, se hai ancora dei dubbi non esitare a contattarci per richiedere maggiori informazioni.

Schema impianto fognario di una abitazione: com’e composto

L’impianto fognario di un’abitazione viene utilizzato per trasportare le acque reflue nere e grigie dai servizi igienici alle fognature e dalle cucine alle fosse settiche, dove vengono filtrate e purificate prima di essere scaricate ed, eventualmente, riutilizzate.

Partiamo dal principio: cosa sono le acque nere e grigie?

I detersivi per piatti, il sapone che usiamo per lavarci, i servizi igienici, le lavatrici e le lavastoviglie producono le cosiddette “acque nere e grigie”, che devono essere obbligatoriamente trattate prima di essere reimmesse nell’ambiente.

Queste acque che produciamo in casa vengono poi portate via attraverso un intero sistema di tubazioni, chiamato impianto di scarico fognario, che vedremo nel dettaglio in questo articolo.

Schema impianto fognario di una abitazione privata

Questo impianto è composto dalle seguenti parti:

  • Tubi orizzontali che collegano apparecchi ed elettrodomestici a colonne di scarico verticali nelle pareti;
  • Colonne di scarico che portano le acque reflue a livello terra;
  • Il pozzetto di ispezione e eventuale pozzo disperdente;
  • Sfiato (prese d’aria sul tetto).
impianto fognario abitazione

Cosa serve per realizzare un impianto fognario?

  • Tubi e raccordi in PVC
  • Sigillanti, adesivi per ​​PVC, staffe, sifoni
  • Strumenti per idraulica e muratura.

Come funziona un impianto fognario?

Nel massetto del pavimento sono presenti tubi (solitamente in PVC, come da normativa) di diverso diametro e pendenza, che confluiscono nelle colonne di scarico presenti nei muri.

Le colonne di scarico non sono altro che una serie di tubi rettilinei posti in punti strategici rispetto a bagni e cucine, allacciati con raccordi (solitamente sono a “T” o a “Y”), che raccolgono l’acqua reflua prodotta nelle nostre case.

Questi scarichi poi vengono collegati ai tubi di sfiato, che mantengono le acque nere a pressione ambiente tramite una valvola di sfiato (detta anche valvola di ritegno).

Questa valvola viene inserita nell’estremità superiore della colonna per impedire la fuoriuscita dell’aria, evitando così odori sgradevoli.

Oltre a ciò, anche i sanitari del bagno ed i lavelli della cucina sono dotati di sifoni, che fanno in modo che l’acqua contenuta al loro interno sia a chiusura stagna, isolando la colonna di scarico dall’esterno.

Tipi di impianto fognario

Esistono due tipi fondamentali di sistemi di impianto fognario:

  • Sistema a doppia tubazione: dove il trattamento delle acque bianche e nere è separato;
  • Sistema monotubo: il trattamento delle acque reflue viene eseguito in un’unica colonna di scarico.

Il sistema a due tubi è ovviamente migliore perché impedisce il reflusso dell’acqua dal wc, ma è anche più costoso; nei nuovi condomini o edifici multipiano, infatti, è sempre più frequente l’utilizzo di un unico tubo, poiché spesso i sanitari sono incolonnati uno sopra l’altro. 

Anni fa, le acque bianche, grigie e nere venivano convogliate in un’unica fossa senza una vera e propria purificazione. Oggi, nei nuovi edifici, è obbligatorio lo smaltimento e trattamento delle acque con tubazioni diverse per ogni tipologia d’acqua, che successivamente confluiranno in impianti di trattamento appositi come le fosse settiche, i degrassatori e i disoleatori

Ciò garantisce una perfetta depurazione e riduce l’inquinamento ambientale della falda acquifera.

impianto fognario abitazione

Cosa devi assolutamente sapere sugli impianti fognari

  • Il diametro minimo consigliato per la diramazione interna di scarico è di circa 40 mm. La pendenza deve essere compresa tra 1% e 2%; una pendenza eccessiva causerà una fuoriuscita troppo rapida del liquido, lasciando dietro di sé particelle solide, mentre una pendenza insufficiente causerà ristagni nello scarico e sedimenti nelle tubazioni.
  • Gli scarichi scorrono solitamente in scanalature ricavate sfruttando i vuoti dei rivestimenti o posizionandoli sotto il pavimento: per questo vanno eseguite prima degli intonaci e del sottofondo dei pavimenti.
  • Il sistema di sfiato è una parte essenziale del sistema di scarico ed è progettato per mantenere tutti i tubi a pressione ambiente.

Stazione di sollevamento delle acque nere da interrare: la guida completa

Una stazione di sollevamento delle acque nere viene impiegata quando il deflusso delle acque reflue non può verificarsi a causa della gravità o quando la fogna non ha la pendenza minima necessaria.

In questo articolo vedremo di sviscerare tutte le informazioni importanti, per capire quando è il caso di installarla, come funziona e quali sono le caratteristiche più importanti da considerare nella scelta.

Quando è il caso di installare una stazione di sollevamento delle acque nere?

La necessità si verifica in quei casi ove serve sollevare le acque nere per convogliarle nella rete fognaria. Le situazioni più comuni sono:

  • Quando i servizi igienici sono costruiti più in basso della rete fognaria. Di solito si parla di taverne e scantinati, ma anche garage e officine situati sotto il livello della strada;
  • Quando la rete fognaria è lontana dall’abitazione e l’impianto domestico non può essere collegato alla rete per gravità.

Per prima cosa è necessario installare un pozzetto per il ristagno delle acque e poi, tramite un’apposita elettropompa, si versano le acque nere nella rete fognaria.

stazione di sollevamento acque nere?

Come funziona la stazione di sollevamento di acque nere da interrare?

Il sistema operativo della stazione di sollevamento delle acque nere è abbastanza semplice. Le acque reflue raggiungono il serbatoio; quando il livello del liquido arriva ad una certa altezza, la pompa (o le pompe) ad immersione si avviano e dirigono l’acqua verso il punto di scarico.

È importante regolare il volume del serbatoio e la potenza della pompa per acque nere in base alla natura dello scarico e alla portata dell’acqua da svuotare.

Questo per garantire un funzionamento ottimale dell’impianto, facendo lavorare la pompa il meno possibile ed evitando di farla girare a vuoto.

Con queste accortezze, la vita media dell’intero sistema sarà prolungata e si eviterà l’usura precoce.

Come scegliere una stazione di sollevamento acque nere?

È bene scegliere un impianto di sollevamento delle acque nere in base alle proprie esigenze. Ogni componente del sistema è importante e alcuni punti devono essere considerati nella scelta.

Il primo è il tipo di acqua, che è il fattore fondamentale che definisce il modello di pompa. Oltre alla potenza e al flusso, il passaggio delle particelle (noto anche come granulometria) è il fattore decisivo nella selezione.

È un valore in millimetri e rappresenta la dimensione delle impurità che possono passare all’interno della pompa senza intasarla o rompere le tubazioni.

Tipologie di acque

  • Acque nere altamente cariche: queste sono le acque più difficili da trattare perché contengono anche materiali solidi come carta, salviette e altri rifiuti che possono essere gettati via negli scarichi. La pompa deve avere una granulometria grande, maggiore di 50 mm. Si consiglia una pompa con trituratore per frantumare tutto il materiale in transito. La pompa è posta all’uscita della casa, all’ingresso della fossa settica o prima dell’impianto di depurazione.
  • Acque nere leggere: possono contenere piccole quantità di materiale a basse concentrazioni. Le pompe più adatte a questa tipologia di acqua hanno una granulometria media compresa tra 20 e 50 mm. Di solito sono installate all’uscita di una fossa settica o di un impianto di pretrattamento.
  • Acque chiare: sono gestite come acque trattate e possono passare senza problemi in pompe da 5 a 20 mm. Questo tipo di pompa si trova solitamente all’uscita di un sistema di depurazione individuale.
stazione di sollevamento acque nere?

Consigli per la manutenzione

  • Proteggi il sistema della pompa di sollevamento delle acque nere installando una valvola anti ritorno sul tubo di uscita, in modo che non si spenga
  • Fai ventilare il serbatoio: i gas si formano naturalmente durante il trattamento e lo stoccaggio delle acque reflue
  • Controlla il cablaggio: verifica tutti i collegamenti elettrici e i cavi! Devono essere impermeabili per evitare il contatto con l’acqua di risalita nel serbatoio
  • Installa un allarme luminoso o acustico: segnalerà un’anomalia nel sistema
  • Esegui una manutenzione periodica: il sistema deve essere controllato regolarmente. Pulire (o far pulire) la sonda di livello e controlla il cablaggio. Una volta all’anno, bisogna scollegare la pompa dall’impianto e pulirla.

Per dormire sonni tranquilli, il nostro consiglio è quello di contattare uno specialista degli spurghi, come noi di Idrospurgo. Saremo in grado di mostrarti la migliore soluzione di installazione e controllare regolarmente che la stazione di sollevamento delle acque nere funzioni correttamente.

Pozzetto fognatura intasato: cosa fare

Normalmente i problemi legati al pozzetto della fognatura intasato sono evidenti: l’odore è davvero sgradevole e non si riesce a far scorrere l’acqua dagli scarichi.

In alcuni casi le ostruzioni sono visibili e facilmente sistemabili. Basta rimuovere l’agente bloccante e tutto torna a funzionare in modo regolare.

Nella maggior parte dei casi, però, gli ostacoli sono più profondi di quanto i nostri occhi e le nostre mani possano raggiungere. Per di più, lo spazio è limitato e difficile da raggiungere visto che parliamo di scarichi.

Potresti notare un ristagno sul piatto doccia, un gorgoglio diverso proveniente dalle tubature o l’acqua dello scarico del wc che non scende correttamente. Se queste situazioni ti suonano familiari, è un chiaro segnale che devi agire!

Nei casi lievi possono essere utilizzati prodotti sgorganti che si trovano in commercio, ma, se il problema persiste, sarà sicuramente necessario l’intervento di un’azienda esperta del settore.

Come risolvere il problema di pozzetto della fognatura intasato?

La risposta dipende dall’entità del problema: cosa ha causato l’intasamento? Quanto è grave?  Fai attenzione a quello che getti nelle fognature?

In questo articolo, cercheremo di far chiarezza su tutto quello che potrebbe otturare gli scarichi:

1) Sapevi che l’olio da cucina non va buttato nello scarico del lavello?

Non solo può causare la contaminazione dell’ambiente, ma può anche rendere impermeabile il terreno se scorre nelle fosse biologiche a dispersione.

pozzetto fognatura intasato

2) Corpi estrani e sostanze

La precipitazione di corpi estranei e sostanze, corpi solidi e rifiuti fangosi nelle fognature è una delle cause più comuni legate all’ostruzione delle condotte fognarie: è quindi sempre necessario verificare lo stato del pozzetto di ispezione delle acque nere.

La manutenzione regolare è d’obbligo!

3) Gli additivi sgorganti per fosse settiche non vanno sempre utilizzati

Forse funzionano la prima volta, forse anch la seconda, ma a lungo termine l’effetto non sarà più lo stesso. L’intervento degli esperti sarà inevitabile, ma i bioattivatori di questi prodotti consentono, comunque, di ritardare questo evento.

Sappi, però, che è una soluzione temporanea, non di certo la soluzione definitiva.

4) Evita l’utilizzo eccessivo d’acqua

Un uso eccessivo può portare a un sovraccarico delle tubature, che può influire sul processo di purificazione.

Evita gli eccessi e previeni i problemi!

Cosa fare se corpi estranei non consentono il corretto scarico delle fognature?

Come già accennato, la soluzione non è sempre quella di usare un disgorgante o altri prodotti chimici. La pulizia del pozzetto è compito di un team di professionisti, che saprà perfettamente come affrontare i problemi.

Non lasciarti ingannare dalle pubblicità che promettono “cure miracolose degli scarichi”, poiché ogni situazione è diversa e la tua potrebbe richiedere una soluzione specifica.

Ormai è noto che questa tipologia di prodotto tende a solidificarsi ed è consigliabile evitarne un uso eccessivo; semmai, potresti concentrarti su piccole accortezze da attuare giornalmente che vedremo di seguito.

Indipendentemente dal blocco, infatti, si consiglia di pulire i pozzi neri e le fosse biologiche almeno una volta all’anno. In molti casi sarà necessaria la pulizia idrodinamica (Canal Jet) e lo spurgo per rimuovere tutto ciò che ostruisce il passaggio.

pozzetto fognatura intasato

Accortezze da attuare per evitare l’intasamento

Il wc è la sede per antonomasia dei rifiuti igienici, il che, spesso, porta a intasamenti. Per evitarli, un’ottima mossa potrebbe essere quella di utilizzare la carta igienica biodegradabile.

Questo tipo di carta igienica si dissolve più facilmente a contatto con l’acqua, permettendo di spendere meno per la manutenzione e il drenaggio del sistema fognario.

Riesci a immaginare i risparmi che ne derivano?

Un’altra accortezza è quella di non gettare dentro al wc mai mozziconi di sigaretta, carta, assorbenti, tamponi o pannolini. Questi corpi estranei si accumulano nel tempo e diventano un problema molto più serio.

Queste piccole attenzioni possono salvare i condotti fognari di casa tua!

Se tutti seguissero queste precauzioni, l’ambiente sarebbe sicuramente più pulito (compreso l’inquinamento di fiumi e laghi) ed i problemi di blocchi e ostruzioni nelle abitazioni sarebbero notevolmente ridotti.

Pozzetto di ispezione delle acque nere: cos’è e a cosa serve?

Il pozzetto di ispezione delle acque nere è una struttura presente in qualsiasi rete fognaria. Ne esistono di diversi tipi, forme e materiali a seconda della posizione che occupano e della funzione che devono svolgere.

L’unica cosa che li accomuna è che sono dimensionati per garantire un facile accesso al personale addetto alla manutenzione e al controllo.

Ora vediamo nel dettaglio le varie tipologie di pozzetti che si trovano nelle nostre fogne.

Tipi di pozzetto di ispezione delle acque nere

I pozzi di ispezione sono inseriti nella rete fognaria in punti specifici che, a seconda della loro ubicazione, possono essere di diverso tipo:

  • Confluenza o giunzione: inseriti nel punto di confluenza di altri canali;
  • Deviazioni o angoli: posizionati sul vertice di un piano, o dove cambia la direzione della fogna;
  • Salti: inseriti in corrispondenza dei salti;
  • Testata: installati all’inizio della fognatura di base
  • Vertici: posizionati sul vertice della sezione longitudinale, nel punto in cui la fogna cambia pendenza.
fossa biologica in cemento

Come è fatto il pozzetto di ispezione

Tipicamente, i pozzetti sono realizzati in muratura o utilizzando prefabbricati fatti in cemento armato disponibili in commercio, dotati di coperture carrabili o pedonali, fatti in ghisa oppure, anch’essi, in calcestruzzo.

Come spiegato prima, hanno dimensioni diverse a seconda della funzione che devono svolgere.  Chiaramente se vengono utilizzati per ispezionare le condotte fognarie, non possono avere dimensioni inferiori a un cubo di 70 cm e devono essere posizionati ogni 50 metri, in corrispondenza di eventuali variazioni di orientamento della fogna di riferimento.

Anche la forma del pozzetto di ispezioni delle acque nere è diversa ed è progettata in base alla sua funzione e utilizzo.

I più comuni sono i parallelepipedi (a sezione quadrata o rettangolare) o di forma cilindrica; sono chiusi nella parte inferiore da un fondo in cemento e nella parte superiore da un coperchio apribile e sigillabile.

Le pareti sono generalmente coniche, pertanto il fondo è più spesso e la parte superiore più sottile per consentirne l’apertura.

Sulla superficie delle pareti sono presenti fori per l’inserimento delle tubazioni della rete fognaria. In alcuni casi, questi fori possono essere provvisti di guarnizioni, necessarie per garantire la massima tenuta.

Inoltre, i pozzetti di ispezione delle acque nere sono spesso dotati di una serie di accessori, come le paratie, che vengono installate all’interno per creare vari compartimenti separati o prolunghe, inserite per regolare l’altezza.

La base è realizzata in modo da garantire la continuità idraulica senza interruzione del flusso, il che facilita lo scorrimento anche a basse portate.

Inoltre, i pozzetti di ispezione permettono il collegamento con la strada, però la loro copertura deve soddisfare le condizioni di carrabilità richieste dalle normative locali e, ovviamente, bisogna fare una manutenzione regolare.

risanamento fognature

Come sifonare un pozzetto delle acque nere?

Facile, basta installare un pozzetto con sifone! Questi svolgono un ruolo fondamentale nei sistemi di gestione delle acque nere. Il loro scopo non è banale e, anzi, crea una vera e propria barriera liquida.

Anche questi tipi di pozzetti possono avere una varietà di scopi, a seconda del tipo scelto.

Con griglia: solitamente questo viene utilizzato nel piazzale di casa per raccogliere l’acqua piovana; spesso viene anche utilizzato come botola su strade pubbliche. Questo pozzetto ha un sifone a campana smontabile e pulibile a piacimento.

A immersione: questo tipo di pozzetto presenta una sifonatura avvenuta mediante l’immersione della curva a squadra del canale di uscita nel liquido che resta nel pozzetto stesso. Eventuali parti solide si depositeranno automaticamente nella parte inferiore del sistema. Anche in questo caso ovviamente tutto può essere controllato e pulito.

Per le vecchie aree edificabili, anche le fognature bianche sono interessate da scarichi neri. In questo caso, una volta riempito d’acqua, il sifone a campana chiude l’accesso all’esterno per evitare odori sgradevoli.

Anche in questo caso, la rimozione del sifone è molto semplice, il che consentirà di pulirlo regolarmente in caso di presenza di materiale indesiderato.

Risanamento delle fognature: cos’è e come si esegue

Se la rete fognaria non funziona correttamente, potrebbero essere necessari interventi di riparazione idraulica. Si tratta di un processo di cura e protezione dei tubi, che riporta l’impianto al normale funzionamento, risolvendo così i problemi creati da un condotto intasato o che perde.

In cosa consiste il risanamento delle tubature?

Quando le fogne di una casa o di un edificio non funzionano correttamente o hanno delle ostruzioni, gli esperti del settore non hanno dubbi: bisogna procedere al risanamento delle tubature.  

Questo capita spesso quando lo scarico del wc non riesce a gestire rapidamente le acque o potrebbero notarsi delle perdite d’acqua lungo i tubi.

Per risolvere questi problemi esistono nuove tecniche che, senza il bisogno di fare scavi, garantiscono l’installazione di nuove tubazioni nel sistema fognario esistente.

In questo modo, non servirà spaccare niente per rimuovere le vecchie tubazioni, ma si andrà a risanarle attraverso l’utilizzo di resine epossidiche o spray, che vanno a “ricoprire” come una calza l’interno dei tubi, tecnica chiamata relining.

Le tecniche di riparazione possono variare da azienda a azienda e possono influire sui costi; pertanto, è sempre meglio chiedere un preventivo per il risanamento delle tubature per evitare spiacevoli sorprese.

Quando eseguire un risanamento delle tubature?

Ci sono vari segnali di allarme a cui prestare attenzione quando si sospetta che il sistema fognario non stia funzionando correttamente.

Alcuni esempi comuni sono:

  • Cattivo odore che persiste nel bagno, soprattutto di notte o durante le stagioni calde. Gli odori provengono generalmente dallo scarico e sono difficili da rimuovere anche con i prodotti per la pulizia della casa
  • Rumori gorgoglianti persistenti vicino alle fogne, che prima non c’erano.

Prima di effettuare il risanamento delle fognature, è importante assicurarsi che la colonna di scarico non sia ostruita. Ad esempio, residui di sapone, capelli o pelle possono creare piccoli blocchi che possono essere rimossi, sia personalmente, sia chiamando tempestivamente un idraulico, ad un costo molto ragionevole!

In generale, la maggior parte degli intasamenti possono essere evitati introducendo solo l’essenziale negli scarichi e si raccomanda vivamente di evitare tutti i tipi di grassi, come gli oli.

Tuttavia, quando la sola pulizia dello scarico non ha i risultati sperati, potrebbero essere necessarie procedure come il risanamento delle fognature. Questa tecnica, conosciuta anche come “no dig”, ha un tempo di elaborazione molto più breve rispetto a un sistema sostitutivo completo e consente all’idraulico di intervenire senza rimuovere il pavimento o scavare.

Quanto costa il risanamento delle fognature?

Il risanamento delle fognature ha costi notevolmente ridotti rispetto ad un completo rifacimento dell’impianto, che potrebbe richiedere lavori di scavo e muratura.

Di solito, viene contattato un esperto qualificato, che effettuerà un’analisi tecnica del risanamento attraverso una videoispezione dei tubi.

Il preventivo può avere un costo variabile, a seconda dello stato dei tubi o del grado di deterioramento del condotto; danni ingenti, logicamente, comporteranno costi più elevati.

In generale, è consigliabile affidare questo intervento ad un’azienda qualificata e con anni di esperienza nel settore, come noi di Idrospurgo.

risanamento fognature

Analisi tecnica risanamento delle fognature

Come già accennato, la prima cosa da fare è un’analisi tecnica accurata della situazione generale. Solitamente si svolge in 4 fasi:

  • Videoispezione: per un’analisi tecnica accurata, prima di tutto si procede con un’ispezione video per capire lo stato dei condotti e calibrare correttamente le fasi successive
  • Pulizia meccanica delle pareti interne (con tecnica Canal Jet) per rimuovere detriti o croste accumulate e garantire una perfetta adesione della resina,
  • Relining vero e proprio: stendere il composto plastico in modo uniforme lungo la superficie interna del tubo, nebulizzare la miscela due volte e lasciarla asciugare
  • Controllo finale con videoispezione.

La fase di controllo finale è fondamentale per garantire la buona riuscita dell’intervento, ma non solo: se la videoipsezione supera tutti i test, viene rilasciato un certificato di qualità e una garanzia per il nuovo tubo.

Dimensionamento pozzi perdenti: cos’è e come si effettua

I pozzi perdenti sono dei tipi di buchi, perforati o scavati a mano, che in tempi non troppo lontani venivano utilizzati per raccogliere i liquami di origine umana e animale, ma anche industriale, per poi disperderli nel terreno, visto che nessuno sapeva cosa farne.

Si dice che questa situazione si riferisse al passato, però appartiene anche al nostro presente poiché le ultime normative nazionali ed europee (vedi d. lgs. n° 152/2002 e successive) vietano l’utilizzo di pozzi perdenti per il versamento di liquami o di reflui industriali “tali quali”.

Che cosa vuol dire? Che non si può smaltire rifiuti che non siano stati preventivamente decontaminati e purificati, fino al raggiungimento dei parametri richiesti per il versamento nella destinazione finale, sia che sia in un corpo idrico o nel semplice sottosuolo.

Cosa sono i pozzi perdenti?

Per essere chiari, il pozzo perdente è un manufatto con le pareti forate e senza una chiusura sul fondo. Il suo compito è quello di dissolvere le acque chiare nel terreno, restituendole alla falda acquifera.

Le leggi vigenti mirano, appunto, a controllare che l’inquinamento che l’uomo e gli animali inevitabilmente generano giorno dopo giorno, non vadano ad intaccare il sottosuolo e le falde acquifere, o almeno che non superino determinati limiti.

pozzi perdenti

Come sono costruiti?

La costruzione di un pozzo perdente inizia riducendo al minimo il fastidio per i civili; questo significa trovare una collocazione lontana da ambienti abitativi e da aree pavimentate.

La legge determina che i pozzi perdenti devono essere installati ad una profondità di almeno 2 metri da terra e lontani da cisterne e tubazioni di qualsiasi tipo.

Solitamente, i pozzi perdenti vengono creati assemblando anelli forati costruiti da ditte specializzate come risultato della lavorazione del calcestruzzo vibro-pressato.

Il posizionamento di questi oggetti nel suolo avviene in maniera molto lenta, interrando infatti un prodotto alla volta, sollevandoli senza l’ausilio delle grappe e, successivamente, posti in appositi scavi fatti in anticipo, in modo da avere pareti verticali o leggermente inclinate.

Bisogna fare attenzione alla loro capacità, che non può assolutamente essere minore al valore stimato per un pozzetto di chiarificazione (che generalmente viene installato poco più in alto o comunque in prossimità).

Dimensionamento dei pozzi perdenti

I parametri relativi alla dimensione e alla distanza dall’asse del pozzo devono essere determinati dai dati, come il tipo di terreno in cui è collocata la struttura o il tipo di schema di dispersione utilizzato.

Inoltre, al di sotto del pozzo viene predisposto uno strato di sassi di dimensioni più o meno importanti per creare uno spessore isolante di una cinquantina di centimetri.

A questo punto, gli anelli vengono abbassati a terra per essere impilati; il pozzo è dotato di varie finestre di areazione con opportuna distribuzione del pietrisco e anche queste seguono la struttura ad anelli.

I sassi più vicini alla fenditura avranno un diametro maggiore rispetto ai sassi che compongono lo strato più esterno: questo ovviamente per favorire un eventuale deflusso dell’acqua.

Quanto costa costruire un pozzo perdente?

Per quanto riguarda il costo dei pozzi artesiani, il prezzo può variare da un minimo di €2 000 euro ad un massimo di €3 500, in base a una serie di aspetti come la profondità, la difficoltà di perforazione e gli interventi accessori da realizzare.

Come si puliscono i pozzi perdenti?

Le tecniche principali per pulire le pareti e il fondo di un pozzo sono:

  • Pistonaggio
  • Pulizia con aria compressa
  • Lavaggio con getto ad alta pressione (Canal Jet)
  • Meccanismo a impulsi idraulici
  • Trattamento con anidride carbonica

Tutte queste procedure di pulizia possono essere fatte da aziende specializzate, proprio come noi di Idrospurgo. Contattaci per un preventivo senza impegno!

Sebach bagni chimici: tipologie e funzionamento

Quando non si ha accesso ad un bagno classico, un buon compromesso potrebbe essere quello di installare un bagno chimico sebach, che può essere montato ovunque dato che è privo di scarico fognario.

In effetti, nel wc chimico, a differenza dei bagni comuni, l’eliminazione dei rifiuti avviene chimicamente, grazie ad un contenitore con le acque nere, in cui le scorie si dissolvono completamente.

Per questo motivo, il bagno chimico è oggi un sostituto completo dei wc domestici durante feste ed eventi, concerti, raduni e cantieri.

Questo tipo di bagno è utile anche in zone turistiche come campeggi o stabilimenti balneari.

Tipologie di bagno chimico

Esistono diversi tipi di wc chimici che differiscono l’uno dall’altro per i diversi sistemi di funzionamento.

I servizi igienici chimici comunemente utilizzati all’interno dei cantieri sono noti anche come bagni mobili o sebach.

La classica toilette portatile utilizza un sistema di lame in acciaio; in questo caso il contenuto si deposita sulla lama, che una volta azionata dalla leva, si ribalta, gettando il residuo in una vasca di raccolta.

Altri, invece, richiedono che l’acqua utilizzata per lo scolo venga prelevata dalla vasca di raccolta (ovviamente dopo un trattamento con gli appositi prodotti chimici).

bagni chimici sebach

Il miglior sistema operativo resta comunque il bagno con la seduta all’inglese, dove l’acqua pulita si trova nella parte inferiore del wc mobile e può essere azionata da una pompa a pedale meccanica.

Dal punto di vista igienico, questo è ancora il sistema migliore perché è impossibile che il contenuto della vasca venga a contatto con la pelle.

In alcuni casi, i bagni mobili dispongono anche di lavandini, distributori di sapone e, talvolta, di spogliatoi e cabine doccia.

Recentemente, con le nuove tecnologie, sono stati introdotti nuovi tipi di bagni chimici mobili, parliamo di toilette che vengono illuminate internamente da led tramite pannelli solari, oppure di modelli personalizzabili con grafiche o colori.

Nasce così un vero e proprio “arredo urbano” e anche bagni di lusso denominati “Class Toilet”.

Come funziona un bagno chimico sebach

Come accennato in precedenza, il funzionamento dei bagni chimici è molto semplice, ma va approfondito. Innanzitutto, è necessario specificare la procedura per rendere il bagno pronto all’utilizzo:

  • Riempire il serbatoio e separare l’acqua bianca dall‘acqua reflua con l’aiuto di un’apposita leva;
  • Mettere una soluzione disinfettante e antibatterica;
  • Assemblare i due serbatoi in modo che non ci siano punti di fuga;
  • Riempire il serbatoio di risciacquo, che solitamente ha una capacità tipica di circa 20 L con l’acqua, poi aggiungere nuovamente un po’ di disinfettante.
bagni chimici sebach

Quando il serbatoio delle acque nere è pieno, una spia ti avviserà di cambiare l’acqua; in questo caso è sufficiente smontare i vari contenitori e rimontarli nel modo corretto.

Attenzione alla carta igienica: la classica carta igienica che usiamo in casa può intasare il manicotto. Se non vi è un cestino apposito, bisogna acquistare carta igienica specifica per WC chimici, che verrà completamente dissolta dall’acqua.

Noleggio di bagni chimici sebach

Noleggiare un bagno chimico sebach è la soluzione giusta per chi ha la necessità di campeggiare, quando si devono organizzare fiere ed eventi che non hanno accesso diretto alla rete fognaria e, soprattutto, quando si allestisce un cantiere.

In quest’ultimo caso è obbligatoria la presenza del bagno.

I principali vantaggi del noleggio di un wc chimico sono molteplici, tra cui:

  • Sono facili da trasportare grazie alle dimensioni e al peso ridotto e alcuni modelli sono dotati anche di ruote per una facile manovrabilità; ricordiamo che il peso a pieno carico è di circa 35 kg.
  • Una volta terminato l’evento, che si tratti di una vacanza in camper, di una fiera o di un cantiere, i bagni verranno restituiti alla società di noleggio, in quanto non saranno più necessari, risparmiando al cliente molti costi economici. In effetti, è molto conveniente noleggiarne uno invece di acquistarne uno nuovo.
  • È possibile ricevere il supporto specializzato per quanto riguarda guasti e installazione, in modo da avere a disposizione dei tecnici preparati.

Degrassatore biologico: cos’è e come funziona

Dall’introduzione della rete fognaria, le malattie ed i cattivi odori sono, fortunatamente, scomparsi dalle nostre città, migliorando la qualità di vita dei cittadini.

In effetti, le attuali fogne sono studiate per salvaguardare l’ambiente, ecco perché vengono dotate di grandi depuratori per evitare di contaminare oceani e fiumi.

È ormai noto che ogni edificio possieda una rete per il trattamento delle acque reflue attraverso tubazioni, pozzi e degrassatori, che separano i grassi che provengono dagli scarichi delle cucine, prima di immetterli nella pubblica fognatura.

Per farla breve, il degrassatore biologico ha un compito ben preciso: quello di trattenere materiali grossolani e residui galleggianti che tendono ad indurirsi e solidificarsi, evitando che finiscano nella rete fognaria; in caso contrario, potrebbero causare l’intasamento dei tubi.

Il funzionamento del degrassatore biologico è molto semplice: agisce differenziando le densità. Le sostanze leggere come grassi e olii galleggiano e quindi si possono rimuovere facilmente, mentre le sostanze più pesanti si depositano sul fondo.

degrassatore biologico

Dimensione del degrassatore biologico

Per progettare e regolare correttamente un degrassatore biologico (detto anche “sgrassatore” o “vasca condensagrasso”), è necessario conoscere il numero di appartamenti coinvolti, e quindi, qual è il potenziale di drenaggio in termini di residenti equivalenti (di solito almeno 50 litri per abitante equivalente e comunque meno di 0,250 metri cubi).

Conoscendo questi dati di base, è possibile definire un volume corretto ed essere in grado di separare l’acqua da schiuma e fanghi, prima che vengano immesse nella rete fognaria.

Le fosse biologiche possono essere realizzate in diversi materiali come fibra di vetro, PVC, polietilene, ecc., ma è indubbio che la soluzione in cemento interrato resti la soluzione tecnicamente ed economicamente più vantaggiosa in termini di resa e durata (vedi il caso di appartamenti e mega condomini).

degrassatore biologico

Tipi di degrassatori

Esistono due tipi di degrassatori:

Degrassatore statico: ha la funzione di separare l’acqua dal sapone e dai grassi contenuti nei rifiuti alimentari, che possono causare problemi di intasamento negli scarichi;

Degrassatore biologico: ha il compito di destituire e convertire le sostanze della cucina in acqua e anidride carbonica man mano che si forma, in modo da non intasare gli scarichi.

Il degrassatore varia a seconda del tipo di installazione e può essere interrato o fuori terra. Generalmente si utilizzano quelli interrati; questi solitamente sono realizzati in polietilene e sono disponibili in grandi dimensioni.

Altrimenti, si può scegliere di utilizzare uno sgrassatore fuori terra posizionati in cavedi, scale, magazzini, oppure piccoli degrassatori sotto al lavandino.

Pulizia e manutenzione

I principi di funzionamento e manutenzione sono gli stessi per tutti i tipi di sgrassatori, tranne per il fatto che quelli più piccoli richiedono una pulizia più frequente rispetto a quelli più grandi.

La manutenzione del degrassatore comprende lo svuotamento e la pulizia della vasca, che deve essere effettuata da una ditta specializzata autorizzata al trasporto e al trasferimento all’impianto di decontaminazione.

Capacità e normative di riferimento

In linea teorica, per separare dalle acque reflue oli e grassi animali o vegetali, è sufficiente disporre di una vasca con capacità di trattenere l’acqua di scarico per un periodo di tempo compreso tra 2 e 5 minuti.

In realtà, però, questo tipo di scarico è caratterizzato anche da un gran numero di altre sostanze (come avanzi di cibo, prodotti detergenti, ecc.), che tendono a depositarsi sul fondo, quindi la regola generale utilizzata è di stimare 50 litri per abitante equivalente.

L’uso dei serbatoi condensagrassi è regolato dalle seguenti normative:

UNI EN ISO 1825-1, “Separatori di grasso – Parte 1: Principi di progettazione, prestazione e collaudo, marcatura e controllo qualità”

UNI EN ISO 1825-2, “Separatori di grasso – Scelta, installazione, esercizio e manutenzione delle dimensioni nominali”

Questi due standard definiscono la progettazione, le dimensioni e l’uso di questi serbatoi.

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